Insieme è meglio
Frequento con mio marito da pochi mesi il gruppo LiberaMente e già ne sento il giovamento nella gestione della relazione con un figlio adottivo con problemi psichiatrici.
Nell’ambito della settimana dedicata alla salute mentale, si è tenuto un incontro, martedì 6 ottobre 2026 presso la Casa dei Diritti, dedicato proprio all’esperienza dei Gruppi di Psicoanalisi Multifamiliare come strumenti di cura. E’ stato un momento di estremo interesse dal quale sono emersi spunti di riflessione notevoli. Hanno presentato la loro testimonianza Maria Luisa e il figlio Michele, Silvia e la figlia Chiara dopo l’introduzione di Elisa, Presidente di PsicheLombardia.
Michele, apparentemente fragile ed etereo, ha mostrato viceversa una forza ed una consapevolezza straordinarie nel parlare del suo faticoso percorso. Ha accennato allo “stigma” della malattia mentale che deve essere superato una volta per tutte, ha sottolineato che non è vero che la persona psichiatrica non ha voglia e non è in grado di fare nulla, ha altresì i suoi obiettivi, i suoi sogni, i suoi traguardi. Ha evidenziato l’importanza della Comunità, indispensabile nel momento più severo della malattia, per stemperare quel legame simbiotico che si crea con i propri cari e soprattutto con la madre. Infine ha riconosciuto la positività del lavoro svolto con la mamma all’interno del Gruppo di Psicoanalisi Multifamiliare.
Maria Luisa ha testimoniato l’importanza di aver condiviso il gruppo col figlio, di averlo visto da una prospettiva diversa e di aver capito tanti aspetti inediti di se stessa e della relazione sui quali ha lavorato duramente ottenendo risultati insperati
Silvia, dal canto suo, ha raccontato come siano state utili l’introspezione, l’autoanalisi e il ripercorrere la propria storia personale per comprendere la relazione, e come abbia appreso per la prima volta dalla figlia tante verità che non conosceva
Chiara, simpaticissima, ha confessato di aver accettato di entrare nel gruppo inizialmente con un intento provocatorio della serie: ”Avete ascoltato mia mamma e adesso vi racconto la mia versione….” Poi, invece, si è trovata in un luogo accogliente, si è sentita finalmente “ascoltata” e ha visto con occhi nuovi le fragilità della madre.
Elisa ha concluso l’evento ribadendo che la condivisione del Gruppo di Psicoanalisi Multifamiliare con il figlio Jacopo per qualche anno, le permette ora di parlare veramente, a cuore aperto, con il figlio e di comprendere meglio “cosa c’è dietro” alle reazioni dell’uno e dell’altra.
Patrizia




