Alle parole di Patrizia sul breve incontro (30 minuti canonici e tassativi da programma) alla Casa dei Diritti del 6 ottobre alle ore 11:30 vorrei aggiungere qualche considerazione, quel che ho sentito e visto io.
L’ora non favoriva un’ampia partecipazione, ma c’erano anche persone non socie di Psiche e la sala dava l’impressione di una buona presenza. E si sentiva un silenzio carico di attenzione e apertura emotiva ad accogliere sentimenti e racconti di vita vera, dolori ed esperienze attraversate per arrivare fin lì, a raccontare di sé per utilità di altri, superando il pudore, l’emozione e la fatica di raccontarsi. E sono certa che i presenti hanno sentito e valorizzato pudore e fatica, ricchezza dei sentimenti e delle emozioni e ogni testimonianza ha avuto, alla fine, uno scrosciante applauso liberatorio dalla tensione all’ascolto e dalla partecipazione emotiva che si era creata in sala.
All’incontro sono stati concessi molti minuti in più rispetto al programma e le persone si sono fermate ancora a chiedere di non perdere il contatto, a ringraziare, ad esortare a continuare. E persino la signora dello staff di M4MH, da anni avvezza ad assistere e registrare questi eventi e alla quale non ho chiesto il nome, alla fine dell’incontro mi ha raggiunta per esprimere il suo apprezzamento e la sua partecipazione.
Sono uscita dalla Casa dei Diritti commossa e grata a chi ha partecipato da testimone e da ascoltatore, contenta, consapevole che, anche questi brevi incontri, possono produrre riflessioni e cambiamenti sulla sofferenza psichica e sulla salute mentale. Ero entrata diversa, incerta sull’utilità e l’efficacia di incontri così brevi. Perciò grazie a tutti quelli che c’erano e che con una partecipazione così sentita hanno cambiato la mia valutazione sull’utilità di questi brevi eventi.
Elisa




